L’esperimento dell’amicizia

Nel nuovo spot, destinato al pubblico asiatico e ideato dall’agenzia cinese Ogilvy & Mather, la bevanda analcolica più famosa al mondo fa diventare amici degli sconosciuti. Una bella idea, anzi ottima, soprattutto se si pensa all’enorme problema della solitudine dilagante tra i giovani e che molti attribuiscano all’apatia e impersonalità dei rapporti personali che si creano sui social networks.
Il messaggio dello spot è semplice ed efficace: basta poco per diventare amici, in particolare basta un fotografo che vi chieda di fare uno scatto con uno sconosciuto, ed ecco che diventate amici – grazie naturalmente all’immancabile bottiglietta di Coca Cola bevuta in gruppo.
L’accenno commerciale è nascosto – il colore rosso accesso, le bollicine, la font del logo – tranne che nel finale dove compare la silhouette della mitica bottiglietta e il nome “Coca Cola”. Così l’azienda conferma ancora una volta la tendenza degli spot degli ultimi anni:

puntare sull’emotività,tutto all’insegna dello slogan “Open happiness”. Una strategia intelligente ed efficace: il pubblico saturo di reclame troppo commerciali vuole vedere un pezzettino di quella vita spensierata e romantica che tanto brama. Anche se le critiche ci sono sempre: alcuni, infatti, sottolineano come questi “amici” possano essere benissimo degli attori e non degli sconosciuti. Il dubbio rimane e non sappiamo se si saprà se quelle persone sono state pagate o meno. Però intanto Coca Cola non sbaglia strategia e cerca di essere più vicina agli utenti, come lo dimostra anche l’iniziativa “Share a coke” dove puoi creare una lattina con il tuo nome. Una campagna virale australiana avviata su Facebook e sponsorizzata da celebrità che hanno potuto bere la cola nella loro lattina personalizzata. Naturalmente un altro successo, chissà che la prossima volta Coca Cola non faccia trovare la vera felicità oltre a nuovi amici.

Ritratto di donne

Far vedere alle donne come sono realmente: è stata questa l’idea di Dove per la sua nuova campagna commerciale “Real beauty sketches”.
Gil Zamora è un ritrattista del FBI altamente specializzato che ha fornito aiuto in più di 30,000 riconoscimenti di criminali. Questa volta, però, è stato “affittato” da Dove e Ogilvy di Toronto per un esperimento alquanto particolare: fare due disegni a sette donne.
Il primo schizzo è stato eseguito seguendo le indicazioni che le donne davano di sé stesse. Il secondo, invece, seguendo la descrizione di sconosciuti che queste hanno incontrato per circa un minuto. Poi i ritratti sono stati appesi uno affianco all’altro, ma i due volti sembravano appartenere a due donne completamente diverse. All’improvviso ecco nero su bianco quello che le donne

vedono guardandosi allo specchio e quello che realmente sono.
Una visione che fa riflettere: visi più gonfi, più stanchi, più imbruttiti. Ma le donne si vedono realmente così? La risposta rimane lì, dietro l’angolo e non viene mai detta. Il risultato è un video altamente emozionale che lascia un vago alone di tristezza. Il solo elemento commerciale è il logo di Dove alla fine, né troppo invasivo né troppo invisibile. Da donne apprezziamo il tentativo di farci comprendere quanto in realtà siamo severe con noi stesse, però ci sorge spontanea una domanda: le intervistate non sono un po’ troppo “selezionate”? Perché non fare l’esperimento in strada, con delle autentiche donne stanche e sempre di corsa? È a loro che bisogna ricordare quanto sono belle.

Dieter Rams

Gli insegnamenti del designer tedesco Dieter Rams, andrebbero sempre presi in considerazione per sviluppare progetti  

con un design elegante, ma soprattutto efficace da un punto di vista della trasmissione del messaggio. 

" Quell’attività che si ritiene immune dalla pubblicità prima o poi si ritrova immune da ogni attività. "Dwarf Brown

" Comunicare non significa solo inviare informazioni all'indirizzo di un'altra persona. Significa creare negli altri un'esperienza, coinvolgerli fin nelle viscere e questa è un'abilità emotiva. "Bruno Munari

" La pubblicità è la più grande forma d’arte del ventesimo secolo. "Marshall McLuhan

" Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l'orologio per risparmiare il tempo. "Henry Ford

prossima fermata: Tokyo

Milano Moscova come Tokyo:
Fastweb celebra la banda ultralarga

Per promuovere il suo servizio a 100 Mbps, Fastweb trasforma una delle fermate storiche della metropolitana meneghina in un fac-simile del celebre quartiere tecnologico di Shibuya. L’obiettivo è stato quello di fornire una rappresentazione fisica di ciò che è

possibile fare attraverso i servizi di connettività.
Ci sarà un giorno in cui prenderemo il treno o la metropolitana e in un minuto saremo dall’altra parte del mondo. Fino ad allora potremo comunque contare sulla banda ultra-larga

Prendi la gialla

E’ firmata Armando Testa la nuova campagna di comunicazione locale che ha tinto di giallo le strade, i muri, i tram e soprattutto la metropolitana di Milano.

Il nome della campagna parla chiaro: “Prendi la gialla”, ovvero utilizzare un modo di dire quotidiano per gli abitanti di Milano legato alla scelta della linea 3 della metropolitana, associandolo alla scelta delle banane Chiquita.

La strategia comunicativa ha previsto anche un intervento diretto sulle carrozze delle metropolitane e dei tram: per più di un mese, l’Eurotram e Sirietto sono stati ‘vestiti’ completamente di giallo.
Sono tre i soggetti che abbiamo ritrovato nelle affissioni in giro per la città: “Centrale”, “Duomo” e “Montenapoleone”. Tre stazioni della linea gialla della metropolitana reinterpretate con la forza iconica di Chiquita, con sintesi e ironia.

 

" Dai sapore alla tua comunicazione. "Giroidea