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Comunicazione virale: prodotti e idee

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Comunicazione virale: prodotti e idee

Comunicazione virale: come possono alcune idee diventare popolari? Come vengono elaborate e poi applicate ai prodotti? La viralità non coinvolge tutti i prodotti e può dipendere dal livello di qualità, dal prezzo e dalla pubblicità, ma questo non è una spiegazione completa, basti pensare ai soli video YouTube in grado di ottenere milioni di visualizzazioni.

Per comprendere al meglio il potenziale di una comunicazione virale, bisogna pensare non solo alle modalità di diffusione di un prodotto, ma anche a cosa spinge le persone a parlarne e a condividerlo. L’acronimo STEPPS include sei elementi che possono determinare la popolarità di un qualcosa, anche se non tutto ciò che diventa virale contiene tali caratteristiche e molto dipende dal tipo di prodotto o di idea.

 

  • Social Currency (Valuta Sociale) – Quali sono le caratteristiche che rendono un prodotto notevole?
  • Triggers (Inneschi) – Quali sono le cose che fanno pensare al tuo prodotto?
  • Emotion (Emozione) – Sfrutta le emozioni generate dal prodotto per accendere la fiamma del passaparola.
  • Public (Pubblico) – Se un prodotto è creato per essere visto, è creato per crescere e durare nel tempo.
  • Practical Value (Valore Pratico) – Parlare del prodotto aiuta le persone ad aiutarsi? Come esaltare il  valore di un prodotto per far sì che gli altri ne parlino?
  • Stories (Storie) – è possibile inserire l’idea o il prodotto in una narrazione condivisibile, non solo virale e che ne accresce il valore?

Social Currency: definire ciò che rende speciale il prodotto

Cosa pensano gli altri quando descriviamo un prodotto o un’idea? Valuta sociale: se parliamo di un bel ristorante che pochi conoscono, questo darà l’impressione di essere  “in”, perché conosciamo un posto nuovo ed esclusivo. In che modo è possibile utilizzare questo strumento sociale per rendere prodotti e idee più attraenti e condivisibili?

 

  1. Identificare ciò che rende il prodotto unico rispetto agli altri: nuovo, diverso, sbalorditivo, curioso o interessante. Evidenziando e valorizzando queste caratteristiche spingerà la gente a parlarne.
  2. Strumenti di coinvolgimento: usare i social per coinvolgere, come con un evento, un concorso, una promozione. Tutto questo funziona come incentivo per la condivisione.
  3. Esclusività: una tecnica a cui spesso si ricorre è quella della scarsità. Se il prodotto ha un accessibilità limitata si trasmette un senso di esclusività, che spinge le persone a volerne parlare.

Triggers: perché si decide di condividere e parlare di un prodotto con altri?

Prima di parlare o condividere un qualcosa è necessario averlo in mente, e cosa fa sì che un prodotto venga ricordato, al di là della pubblicità? Gli stimoli esterni e l’ambiente che ci circonda giocano un ruolo fondamentale all’interno di un processo di associazione. Un’idea o un prodotto associati a uno stimolo quotidiano permetteranno di parlarne in modo più frequente e continuativo. La frequenza di tali stimoli è essenziale, pensiamo alla pausa caffè e al potenziale che può avere identificare un prodotto a questo momento della giornata (ripetuto e necessario). La sola frequenza, però, non è sufficiente… bisogna pensare anche alla forza visiva, come al colore: il rosso, ad esempio, è troppo comune per generare uno stimolo forte. Clicca per leggere il nostro focus sull’uso dei colori nella strategia di marketing.

 

Nello spazio che ci circonda gli stimoli non si sprecano e ci sono molte occasioni di costruire collegamenti e associazioni in quei contesti e situazioni in cui il prodotto è desiderabile, e in cui la gente possa parlarne.

Emozione: condivisione social(e)

In quando esseri umani siamo animali sociali con il bisogno di fare gruppo: ci piace dire la nostra, fornire informazioni, spettegolare. In tal senso quale strumento migliore se non i social media per soddisfare questo desiderio di condivisione strettamente legato all’emozione che ne deriva? Le emozioni di ogni specie (piacevoli o traumatiche) ci spingono a schiacciare il bottone Condividi, o a inviare il link di un articolo, di un prodotto in chat o via mail a un amico.

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Psicologicamente parlando, alcune emozioni, determinano uno stato di “risveglio” (arousal) connesso al nostro desiderio di condivisione con gli altri. Non a caso molte strategie di marketing puntano all’informazione, ma i soli fatti possono risultare noiosi a chi legge; le emozioni, invece, ci fanno ridere, urlare, piangere… agire. Sfruttando quelle emozioni che “risvegliano” è possibile rendere un prodotto o un’idea estremamente interessante.

 Pubblico: perché il parere degli altri è importante?

L’imitazione è un altro procedimento sociale molto diffuso. Vedere molte persone compiere un’azione o acquistare un prodotto porta alla tentazione di imitarle. Si tratta della cosiddetta social proof (riprova sociale), ovvero quel processo che ci porta a favorire ciò che viene favorito dalla maggioranza. Un meccanismo che ha un grande effetto sul comportamento. Saperlo sfruttare al meglio può aiutare a favorire il tuo prodotto.

Rendere qualcosa osservabile significa renderlo facile da imitare. Se qualcosa viene costruito per essere visibile, è costruito per crescere.

Prodotti, pensieri e modi appartengono alla sfera privata, dai siti web che usiamo, al marchio di dentifricio preferito e poche le cose che restano da esibire pubblicamente. Qual è, dunque, la difficoltà? È quella di scovare un metodo per rendere pubblico il privato, come quello di promuovere prodotti che si auto-pubblicizzano. Quando qualcuno usa un prodotto pubblicamente, sta inconsapevolmente contribuendo a pubblicizzarlo, dandogli visibilità, stimolando l’emulazione e la condivisione. Un po’ quello che succede con le recensioni o i Tag su facebook e instagram: se un cliente tagga l’azienda che gli ha fornito un prodotto (o un’idea) ha deciso di condividerlo con altri amici dando, all’azienda stessa, la possibilità di ri-condividerlo, mostrando riconoscimento.

Dunque, anche senza un budget da capogiro, è importante curare il design, elemento che può fare una grande differenza in termini di comunicazione virale. Inoltre, grazie al residuo sociale, alcuni elementi possono favorire lo sharing (condivisione) anche dopo che un prodotto è stato comprato, come una shopper con il logo, una penna brandizzata, uno sticker… tutto ciò che richiama il prodotto e gli permette di “vivere” più a lungo del previsto. In questo focus ti parliamo del valore del logo aziendale per l’identità del brand.

Praticità: condivisione di valore

Il piacere della condivisione si basa su concetti di praticità e utilità. Dai consigli ai suggerimenti, ogni cosa è segno della volontà di mantenere forte un rapporto sociale dimostrando attenzione e cura per il prossimo. Quando parliamo di valore pratico vien subito da pensare al risparmio: se un’offerta speciale o uno sconto ci appaiono di valore, saremo disposti a condividerli con chi pensiamo possa averne bisogno. Un prodotto in promozione può, senza dubbio, essere l’oggetto di un’informazione utile e interessante. Bisogna, però, valorizzare lo sconto: se regaliamo 5€ di sconto su 20€ sono tanti, ma su 2000€ lo sono decisamente meno.

Mai sentito parlare della regola dei 100, per un effetto immediato e di valore? Se il prezzo del prodotto è inferiore a 100 è meglio applicare uno sconto in percentuale anziché in valuta.

 

We’ll meet againg: clicca e scopri come l’Heineken ha celebrato la resilienza durante il lockdown.

 

 

Storie: condivisione è narrazione

Le storie e i racconti vengono usati per comunicare, informare e se il racconto è ben costruito le persone vorranno ascoltarlo tutto. La narrazione, nonostante la multimedialità, continua a essere prediletta. Si provi a pensare alla recensione di un prodotto fatta da un amico e quella proposta dalla pubblicità, di quale sarà più facile fidarsi? Se il solo obiettivo è quello di vendere un prodotto allora si resta po’ scettici, se invece RACCONTIAMO un prodotto sarà più facile fidarsi di quel che viene detto.

 

Quando l’obiettivo è quello di dar via al passaparola è fondamentale non dimenticare di cosa vogliamo che la gente parli e cosa vogliamo che la gente condivida. Un evento incredibile, se non associato al prodotto, rischia di suscitare interesse solo per il fatto stesso, condannando il prodotto al dimenticatoio. L’obiettivo, dunque, è quello di far sì che del prodotto se ne parli (e in meglio).

Guida essenziale per una comunicazione vincente… leggi il nostro focus!

In sintesi

Alla gente piace condividere idee, storie e prodotti, ma quali sono le caratteristiche che definiscono l’efficacia di una comunicazione virale? Sei sono gli elementi principali che contribuiscono al passaparola, imparare a utilizzarli su prodotti, idee e servizi, aumenterà le possibilità che la gente li racconti e… li condivida. Un’agenzia di comunicazione cosciente di tali strumenti sfrutterà tutta la sua esperienza e creatività per aiutarti a prenderti cura del tuo prodotto e della tua azienda!

Persone normali con idee normali, che attraverso la psicologia del passaparola hanno dato successo ai loro prodotti e alle loro idee.

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ciao@giroidea.it

Comunicare non è un dovere, è una scelta e un grande atto di altruismo. Non si comunica mai per se stessi, ma per con-dividere esperienze, emozioni, idee… In Giroidea amiamo la comunicazione di valore, capace di dare qualcosa di concreto alle persone. Le persone a cui ci rivolgiamo sono i vostri clienti; ecco perché scegliere GIROIDEA come la vostra nuova agenzia di comunicazione, è una proposta di valore.